Articoli

Osamu Tezuka nel 2009

Il “Dio dei Manga” come lo chiamano in Giappone, a vent’anni dalla sua scomparsa non smette di entusiasmare il pubblico.
È recente l’annuncio della prossima uscita del nuovo film di animazione dedicato ad Atom, uno dei suoi personaggi più noti, conosciuto in Italia come Astroboy, uscito per la prima volta sotto forma di anime in Giappone nel 1963. Prodotto dalla Imagi, casa di animazione con sede a Hong Kong, il film, interamente realizzato in 3D, riprende parte della storia originale del manga, ed è stato annunciato per il prossimo ottobre nelle sale cinematografiche giapponesi.

Nato a Toyonaka, nei pressi di Osaka, nel 1928 e laureato in medicina, esordì con il manga Machan no nikki, in un’epoca in cui quella del mangaka non era ancora una professione stabile.

A Tezuka si deve, pur con tutti gli sviluppi successivi, la forma del manga così come lo conosciamo oggi. Appassionato di animazione, oltre che di fumetto, proprio dall’animazione intuì per primo l’importanza di variare le inquadrature per conferire maggiore dinamismo alla vignetta. Grazie a questo uso innovativo delle angolazioni, le sue tavole acquisirono una dinamica mai vista nel passato e che tutt’oggi è propria della tecnica di vignettatura del manga giapponese. Sempre lui, ispirandosi ai cartoon americani come Betty Boop, introdusse la deformazione della figura (in particolare dei tratti del viso) caratteristica di una larga fetta della produzione giapponese.

Al di là delle innovazioni apportate a livello tecnico, Tezuka fu anche, e soprattutto, un grande autore. Più di ogni altro mangaka, ha prodotto fumetti per ogni tipo di pubblico e di età, ed è difficile inquadrarlo in maniera definita in un qualsiasi genere.

La sua vastissima produzione (si parla di circa 500 opere e 150 mila tavole) include shojo come Ribbon no Kishi (in Italia “La principessa Zaffiro”), accanto a manga a sfondo filosofico o storico, come Buddha, ispirato alla vita di Siddharta, o Adolf ni tsugu (La storia dei tre Adolf), ambientato nella Germania nazista.
Anche all’interno della sua vasta produzione shonen, Tezuka spazia dalla natura di Jungle Taitei (in Italia: “Kimba il leone bianco”), agli ambienti medici di Black Jack, fino alla fantascienza, genere per cui produsse numerose storie di cui la più famosa è il già citato Tetsuwan Atom, o a versioni a fumetti di classici come Faust.

Sembra quasi che qualsiasi argomento, per il dio dei manga, potesse diventare una fonte di ispirazione per raccontare una storia.
L’altra cosa che colpisce il lettore è il suo modo di raccontare questo vasto panorama di temi.

Tezuka ha una straordinaria capacità di creare nel lettore empatia con il protagonista, e di mantenere viva la sua attenzione lungo le pagine. Le sue storie, anche quelle apparentemente destinate a un pubblico più giovane, hanno una profondità di temi e di sentimento che colpisce anche il pubblico adulto, e il suo modo di raccontare, delicato, quasi come raccontare una favola, coniuga momenti divertenti e leggeri ad altri di un’intensa tensione drammatica.